Codice navigazione

Educazione alla cittadinanza digitale Risorse per la didattica

Le competenze per la cittadinanza digitale: DIGCOMP

Codice di navigazione nella rete
(Educazione alla cittadinanza digitale)

Principi fondamentali:
-Articolo 1: Rispetto degli altri utenti della rete;
-Articolo 2: Essere sempre riconoscibili ed identificabili;
-Articolo 3: Non assumere identità false;
-Articolo 4: Non violare le aree riservate e la privacy;
-Articolo 5: Non usare in maniera illecita il software;
-Articolo 6: Rispettare i diritti d’autore (Copyright);
-Articolo 7: Non violare la sicurezza
(Sniffing, Spoofing, DDoS, Spamming, Malware, Backdoor, Nukingk, Worm, Cavalli di Troia)

Rapporto con le informazioni della rete:
-Articolo 8: Identificare la fonte dell’informazione;
-Articolo 9: Verificare l’attendibilità della fonte;
-Articolo 10: Non divulgare false informazioni;

Cittadinanza digitale (Legge 7 agosto 2015, n°124):
-Articolo 11:esercitare la propria cittadinanza utilizzando in modo critico e consapevole la Rete e i Media;
-Articolo 12:esprimere e valorizzare se stessi utilizzando gli strumenti tecnologici in modo autonomo e rispondente ai bisogni individuali,sapersi proteggere dalle insidie della Rete e dei Media (plagio, truffe, adescamento) ;
-Articolo 13:essere cittadini competetenti del contemporaneo;

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Cosa vuol dire “educare alla cittadinanza digitale”? Educare cittadini digitali competenti.
Educare alla cittadinanza digitale è rendere i soggetti in formazione cittadini in grado di esercitare la propria cittadinanza utilizzando in modo critico e consapevole la Rete e i Media, esprimere e valorizzare se stessi utilizzando gli strumenti tecnologici in modo autonomo e rispondente ai bisogni individuali, sapersi proteggere dalle insidie della Rete e dei Media (plagio, truffe, adescamento…), saper rispettare norme specifiche (rispetto della privacy, rispetto/tutela del diritto d’autore…), essere cittadini competetenti del contemporaneo.

Cucchiaio e tablet: i nuovi cittadini digitali

Si definiscono “nativi digitali” i nuovi cittadini che sono nati nella tecnologia. Fin dai primi momenti della propria crescita cognitiva e sociale hanno utilizzato i mezzi tecnologici in modo “naturale”.

Per il nativo digitale imparare ad usare il cucchiaio o il tablet ha rappresentato un medesimo step di crescita. Non ha mai percepito la tecnologia come “altro”, come estraneo o diverso dai mezzi o dagli strumenti di comune utilizzo (penna, diario, quaderno).
I “nativi digitali” sono soggetti che comunicano, interagiscono, apprendono secondo tempi e modalità nuove rispetto ad un recente passato in cui le tecnologie non erano parte integrante, come invece lo sono adesso, del quotidiano della persona comune.
Marc Prensky (docente, studioso, autore di libri … e tanto altro), nel 2001 coniò le definizioni “nativo digitale” e “immigrato digitale” ponendo l’accento su una rivoluzione nel modo di ricercare informazioni, archiviarle, elaborarle e socializzarle che stava determinando la necessità di modificare il modello tradizionale di scuola.
Gli “immigrati digitali” sono coloro che hanno fatto entrare le tecnologie nel proprio quotidiano, in modo consapevole, in una fase avanzata della propria crescita, per interesse o indotti dal cambiamento in atto.
Il salto di qualità che genitori, docenti, rappresentati delle istituzioni dovrebbero compiere è quello di considerare se stessi non solo “immigrati digitali” a ma anche “pionieri digitali”.
Oggi genitori, docenti, istituzioni sono pionieri perché per la prima volta sono chiamati ad educare alla cittadinanza digitale figli, allievi, nuovi cittadini. Sono pionieri a cui è chiesto il compito di progettare, realizzare, verificare nuovi approcci educativi-didattici-comunicativi che rispondano a bisogni mutati che prevedano l’uso di tecnologie in veloce e continua evoluzione.
Essere nativi digitali non significa essere competenti digitali
Tutti i soggetti hanno necessità di formarsi costantemente durante tutto l’arco della vita. Appartenere per motivi anagrafici alla categoria dei nativi digitali non significa essere per questo competenti digitali. Le competenze digitali necessitano di essere consolidate attraverso esperienze di formazione perché possano essere agite in modo critico.

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