Nota dello psicologo

L’adolescenza è da sempre considerata una fase cruciale della vita di un individuo. Molti studiosi ne hanno evidenziato i rischi ad essa connessi, soffermandosi sugli aspetti di fragilità, impulsività, carente senso di responsabilità che caratterizzano comportamenti e stati d’animo degli adolescenti. Altri, invece, hanno evidenziato che le peculiarità tipiche dell’adolescenza rappresentano una risorsa per lo sviluppo, in quanto l’adolescente ha la possibilità di sperimentare nuove sfide e attrezzarsi per affrontare la vita adulta.

In anni più recenti, la costellazione dei “rischi” connessi all’età adolescenziale ha assunto tuttavia una nuova configurazione legata in primo luogo alla diffusione quasi planetaria delle moderne tecnologie per la comunicazione. Si dibatte ormai da alcuni anni sulla funzione di risorsa o di rischio rappresentata dalla invasione delle tecnologie nella vita quotidiana e le opinioni possono essere diverse. Su di un punto, tuttavia, non si può che concordare: la presenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie ha radicalmente influito sulla funzione educativa esercitata dal mondo degli adulti sulle nuove generazioni. L’universo relazionale (anche se virtuale) degli adolescenti si è espanso a dismisura e, allo stesso, tempo, gli adulti sono in larga parte “tagliati fuori” da questo universo al quale non sono generalmente ammessi.

Lo scopo degli incontri promossi dal Rotary è quello di ricreare uno spazio di condivisione e di comunicazione tra educatori e giovani in merito all’utilizzo delle nuove tecnologie e, più in particolare, ai rischi (oltre che alle potenzialità) connesse al mondo della rete.

La rete ha modificato il modo di apprendere, di acquisire informazioni, di studiare, di fare i compiti. Ma, soprattutto, ha modificato il modo di entrare in relazione. Tra i rischi emergenti vi è quello del cosiddetto cyberbullismo, termine con cui si designano una serie di atti tesi a danneggiare un compagno utilizzando la tecnologia. Deridere un compagno attraverso la rete, far circolare immagini che lo danneggino, appropriarsi della sua identità (virtuale) allo scopo di metterlo in situazioni difficili, sono fenomeni sempre più frequenti e agiti, talvolta con scarsa considerazione delle conseguenze. Si sottovaluta l’impatto che questi fenomeni possono avere sulle vittime e dell’enorme potere di amplificazione e diffusione dovuto alla rete. La domanda è d’obbligo: come aiutare i ragazzi a difendersi dai rischi della rete?

Ancora, ci si interroga se le comunicazioni virtuali rappresentino una limitazione rispetto alle interazioni della vita reale o ne costituiscano solo un prolungamento. Può la rete, invece, rappresentare una opportunità di espressione e di contatto per ragazzi che invece avrebbero difficoltà a esprimersi in altro modo?

  • Bruno Pascarella

    La tecnologia ha cambiato il modo di stare insieme.Come?

  • Giuseppe Mirabella

    Come affrontare le terribili immagini e video presenti nei social?

  • Alessandro De Gaetano

    Il bullo si sente superiore agli altri, quali sono le sue debolezze?

  • Claudio Ianniello

    Quali sono i segnali che un genitore, un insegnante, l’amico o compagno di classe può ritenere importanti per capire se il ragazzo è vittima di cyberbullismo?

  • Vincenzo Chianese

    Con Internet arriviamo un attimo nel mondo e i nostri insegnanti ci parlano del fascino e dell’odore dei libri. Quali sono le differenze?

  • Antonio Glaneo

    Molto spesso i giovani con “problemi” hanno difficoltà a consultare uno psicologo per vergogna che gli altri possano giudicarli negativamente. Perché non si tende, con maggiore attenzione, a cambiare alla radice questa convinzione?

  • Pasquale Di Nuzzo

    Quanto può influire psicologicamente un social network su un ragazzino tra i 10/12 anni, 16/18 e, sulle persone adulte?

  • Mirko Mastrojanni

    Quali consigli a genitori e docenti sul bullismo?