Picchiato perché gay da un gruppo di bulli

SAN ROMANO. «Mi picchiano perché sono gay e non è facile trovare comprensione…». Daniel Santucci ha 18 anni e vive a San Romano, nella provincia pisana. Non è la prima volta che i ragazzi del paese lo tormentano per il suo orientamento sessuale. In passato il giovane è già stato aggredito da coetanei e ragazzi più grandi che gli avevano anche fratturato un braccio. Una storia vecchia, ma rimasta scolpita nella mente di Daniel. Così l’altro giorno, quando un gruppo di giovani – alcuni di loro sono stranieri – lo hanno aggredito nei pressi della stazione ferroviaria a San Romano, il diciottenne ha deciso di non tenere sotto traccia quell’episodio.

«Sono un ragazzo gay, che da tre anni, ma forse anche di più, è finito nel mirino dei bulli. Qualche anno fa mi ruppero pure un braccio proprio per la mia omosessualità. E ora alcuni di quei ragazzi sono tornati a sfottermi, non si rassegnano».

Ogni volta i bulli di turno hanno un’occasione “buona” per prenderlo in giro o per andarci giù con offese anche pesanti. «Avevo pubblicato alcune foto su Facebook con il mio ex e così partendo da quelle immagini loro, ogni volta che mi incontravano, tiravano fuori tutte le offese possibili».

(Il Tirreno Sabrina Chiellini  14 gennaio 2016)

  • Pasquale Di Nuzzo

    Cosa spinge la maggior parte delle persone a non accettare e rispettare le scelte degli altri?
    Come si può limitare il forte senso di omofobia e i numerosi pregiudizi che condizionano la mentalità della società odierna?