Riflessioni

La società tecnologica abolisce lo spazio e trasforma il tempo.

I media influenzano largamente il modo di pensare degli uomini e, di conseguenza, le società. Tutte le “svolte tecnologiche” sono state accompagnate da controversie tra fazioni di apocalittici” e “integrati per dirla con Umberto Eco.
Anche il passaggio dalla cultura orale a quella chirografica divise la società in due,
Platone, per esempio, nel Fedro, per bocca del re Thamus tuonava contro il sopravvento della scrittura sulla parola: “la scoperta della scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché fidandosi della scrittura si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da sé medesimi (…); e sarà ben difficile discorrere con essi, perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti” (Platone, Fedro LIV, traduzione di Giovanni Reale, Rusconi, 1991).
In realtà Platone ha scritto molti libri, e solo in questo modo il suo pensiero è giunto sino a noi. A meno di non voler credere che si contraddicesse affidando alla scrittura la difesa dell’oralità, è più probabile pensare che non disprezzasse la scrittura, ma la considerasse meno efficace della voce.

Le nuove tecnologie sono una opportunità, uno strumento, il loro utilizzo è generalmente vantaggioso, solo un cattivo uso può farle diventare un pericolo, un rischio.

Insomma Viva la Rete, il mezzo più democratico in essere,
impariamo ad usare la Rete, ma facciamo attenzione ai rischi ad essa connessi per navigare con serenità e sicurezza.
In questo Istituto Tecnico
si studiano le tecnologie … si educa all’uso corretto delle tecnologie

Tra i tanti rischi che si corrono nel mondo della rete troviamo: Il cyberbullismo.

Il cyberbullismo è mobbing in Internet, infatti, per designarlo si usano anche i termini cybermobbing e internet mobbing. Viene messo in atto mediante l’uso dei media digitali e consiste nell’invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms, in chat o su facebook per molestare una persona per un lungo periodo. Gli autori, i cosiddetti «bulli» o il cosiddetto «branco», sono spesso persone che  hanno conosciuto la vittima a scuola, nel quartiere o in un’associazione. Offendono, minacciano o ricattano le loro vittime direttamente o facendo pressione psicologica su di loro, le diffamano, le mettono alla gogna e diffondono dicerie sul loro conto. Chi ne è vittima può subire conseguenze molto gravi, come la perdita della fiducia in se stesso, stati di ansia e depressione.Il confine tra un comportamento che resta scherzoso e uno che è percepito come offensivo non è così netto. Il cyberbullismo inizia laddove un individuo si sente importunato, molestato e offeso. Raramente i giovani si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni nel momento in cui mettono in rete immagini offensive o le inviano agli amici; spesso lo fanno solo per scherzo. Tuttavia, può trattarsi anche di atti mirati a rovinare una persona.
Spesso i messaggi offensivi si diffondono molto rapidamente fra un bacino di utenti molto vasto. Di conseguenza, le vittime non si sentono più al sicuro da nessuna parte, poiché le vessazioni le raggiungono via Internet persino nelle proprie mura. È inoltre difficile cancellare le offese, che quindi, una volta pubblicate in rete, possono essere rilette e riguardate ripetutamente. Per la vittima è dura dimenticare e superare le violenze subite. Il cybermobbing contribuisce in questo modo a rafforzare la sofferenza della vittima.

A che cosa devono fare attenzione i genitori

Vostro figlio appare afflitto, offeso, arrabbiato? Si ritira in se stesso? Soffre maggiormente di disturbi della salute? Accusa mal di testa, mal di pancia, problemi di sonno? Le sue prestazioni scolastiche segnano improvvisamente un calo? Non vuole più andare a scuola? Evita le gite, i viaggi e i soggiorni in campeggio organizzati dalla scuola? I compagni di scuola non si fanno più vivi? Notate che improvvisamente spariscono soldi o gli oggetti preferiti di vostro figlio?

 A che cosa devono fare attenzione gli insegnanti

Il clima in classe sta peggiorando? Non c’è coesione tra i compagni di classe? Si crea complicità soltanto nel prendersela con capri espiatori? Gli alunni hanno un comportamento sgarbato tra loro? Si sono rotte delle amicizie? Alcuni alunni vengono esclusi o addirittura isolati? Alcuni alunni continuano a «smarrire» oggetti personali? Alcuni alunni cambiano il proprio comportamento? Si ritirano in se stessi? Sono spesso assenti? Marinano spesso la scuola? Le loro prestazioni sono calate nettamente? Diventano aggressivi? Attenzione: questi cambiamenti possono anche essere sintomo di un altro problema, di un altro disagio psichico. Se avete un sospetto, rivolgetevi a un servizio specializzato.

Pensiero razionale e pensiero intuitivo (euristico)

L’essere umano ha una razionalità limitata. Negli ultimi decenni, infatti, la psicologia cognitiva ha dimostrato che è impossibile adottare un pensiero esclusivamente razionale. La mente umana ha incorporato, durante l’evoluzione, una serie di comportamenti intuitivi che hanno consentito all’homo sapiens di sopravvivere in ambienti ostili prendendo decisioni euristiche. Oggi l’essere umano è immerso in un ambiente meno ostile dal punto di vista fisico, ma più ostile dal punto di vista psichico (sovraccarico informativo e manipolazione mediatica sono infatti ormai alla base della vita quotidiana).
Il pensiero intuitivo è prevalentemente inconscio e questa caratteristica costituisce la sua forza, infatti le sue decisioni sono rapide e, in certe condizioni, efficaci. Possiamo attribuire questa efficacia alle euristiche che lo psicologo Gerd Gigerenzer ha definito “veloci e frugali”, dato che consentono di prendere decisioni immediate senza sforzi cognitivi. Ad esempio, è stato sperimentalmente dimostrato dalla psicologa Gitte Landgaard che, quando si guarda per la prima volta un sito web, la mente umana ne dà un giudizio inconscio (positivo o negativo) in 50 millesimi di secondo. Soltanto dopo qualche secondo questo giudizio viene validato dalla coscienza del pensiero razionale che, come un notaio mentale, “mette a verbale” la decisione presa dal pensiero intuitivo.

Ma oltre alle euristiche sono inconsci anche i bias cognitivi, cioè le distorsioni del giudizio che compromettono la correttezza di molte decisioni umane. La natura inconscia di euristiche e bias rende difficile intervenire su di essi: il compito del pensiero critico è quello di decidere in quali situazioni/compiti si possono lasciare “agire” le euristiche, “mitigare” l’azione dei bias e impegnare razionalmente il cervello solo nelle circostanze che richiedono uno sforzo cognitivo.
(pensierocritico.eu)
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Pensiero critico e democrazia

Secondo la filosofa statunitense Martha Nussbaum la democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità oppure si lasciano influenzare dalla pressione del gruppo sociale al quale appartengono.
In altre parole: le nazioni che hanno a cuore la democrazia educano i cittadini al pensiero critico e ne salvaguardano la capacità di decidere autonomamente.
La maggior parte delle persone, quando affronta un tema specifico, si limita a studiarlo da una sola prospettiva (di solito quella che gli è più congeniale), ad esempio storica, sociologica, psicologica, ecc.
La costruzione di una mente critica richiede un approccio interdisciplinare
: un pensatore critico deve superare i limiti delle singole discipline che trattano dell’essere umano e del suo ambiente socioculturale, per integrare e amalgamare i concetti di diverse discipline scientifiche ed umanistiche.

credibilita-fonte-riceventeLa credibilità è sempre una relazione tra emittente e ricevente/pubblico, per cui una credibilità universale ed un discredito universale sono i poli estremi di un continuum sul quale si collocano concretamente tante forme e modi diversi di credibilità. Spesso chi è credibile presso un interlocutore o un pubblico non lo è nello stesso modo e per le stesse ragioni presso un altro, come mostra, in modo estremo ed evidentissimo, il caso di molti leader carismatici. Per i loro seguaci rappresentano delle personalità eccezionali, dotate di qualità quasi sovrumane e di una credibilità illimitata; per gli altri possono apparire come degli esaltati, dei pazzi o dei criminali.
La credibilità è soggettiva
La credibilità che attribuiamo a una persona non è “oggettiva” ma “soggettiva”: dipende da come la nostra mente è fatta in termini di ricordi, emozioni, esperienze, capacità logiche, ecc.

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Ingegneria sociale
L’ingegneria sociale (social engineering) consiste nel raccogliere informazioni sulla vittime (spesso per telefono) per poi arrivare all’attacco vero e proprio (di solito di natura informatica). L’ingegneria sociale impiega metodi quali: nascondere la propria identità, mentire, ingannare, rendersi credibili e sfrutta alcune tendenze generali dell’essere umano: il desiderio di rendersi utile, la tendenza alla credulità, la paura di mettersi nei guai (se non rispondono alle richieste).
Kevin.D. Mitnick, un famoso hacker statunitense, “L’arte dell’inganno, 2002 Feltrinelli”.
Mitnick ha dimostrato che l’anello debole della sicurezza dei sistemi informatici (anche i più sofisticati) non è di natura tecnologica ma è il fattore umano. Egli riusciva a procurarsi le informazioni più riservate semplicemente… chiedendole, cioè sfruttando la credulità delle persone. Egli aveva la capacità di rendersi credibile a interlocutori che non aveva mai visto nè sentito prima. Nel suo libro Mitnick, che ora fa il consulente di sicurezza alle aziende, descrive nel dettaglio in che modo vengono effettuati i tentativi di manipolazione e come imparare a difendersi.

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Come valutiamo la credibilità dei siti web?

Per valutare la credibilità di un sito web dobbiamo porci almeno cinque domande: chi ha scritto i contenuti, qual è lo scopo che si prefigge, qual è la qualità di ciò che ha scritto, quando li ha scritti e in quale ambito internet. Si tratta delle cinque W  (Who, What, Why, When and Where) che il giornalismo anglosassone derivò dai retori dell’antichità e in particolare da Marco Tullio Cicerone (De Inventione). Quel modello, a partire dagli anni ’40 del Novecento, venne inoltre ripreso dalla teoria delle comunicazioni di massa denominata “modello di Lasswell“.

Se non si ha molto tempo si consiglia una prima analisi rispondendo a queste cinque domande:c
Chi: É specificato il responsabile dei contenuti del sito (non il webmaster)?
Perchè
: É specificato lo scopo che il sito si prefigge? (ad esempio: vendere, informare, educare, ecc.)
Cosa
: I contenuti del sito indicano fonti e riferimenti bibliografici rintracciabili (autori, documenti, libri, website, ecc.)?
Quando
: Se l’aggiornamento è importante per lo scopo del sito, l’ultima data di aggiornamento dichiarata è nell’anno in corso?
Come
: Il sito è strutturato in modo da facilitare la navigazione: ha un motore di ricerca e una sitemap

(pensierocritico.eu)

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